L’Europa come laboratorio per il pianeta

Ci stiamo finalmente rendendo conto che l’Europa deve essere più forte, più audace e più integrata per prosperare in un mondo multipolare privo della guida americana. Invece di reagire alle pressioni esterne in modo timido e caotico, dobbiamo chiarire chi siamo e come vogliamo cambiare noi stessi e il mondo.
Lorenzo  Marsili
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India e Cina hanno fissato scadenze che valgono come promesse di trasformazione.

L’India utilizza l’espressione विकसित भारत 2047 (“India sviluppata 2047”) promettendo che entro i cento anni dall’indipendenza il Paese sarà diventato una civiltà prospera che ritrova la fiducia in sé stessa.

La Cina guarda invece al 2049, centenario della Repubblica Popolare, e lega il proprio orizzonte alla formula 中华民族伟大复兴, (“la grande rinascita cinese”). Modernizzazione, primato tecnologico e centralità geopolitica dopo un secolo di umiliazione.

E l’Europa?

L’Europa sembra poggiare lo sguardo sul mondo di ieri, volgendo le spalle a un futuro verso cui ci trasciniamo riluttanti e diffidenti. Eppure, ben più dei laboratori della Silicon Valley e di Shenzhen, è proprio il nostro continente a ospitare oggi il più grande progetto di trasformazione al mondo.

Il continente che ha inventato il nazionalismo ha iniziato a mettere in moto il suo superamento. In un mondo che marcia verso una nuova frammentazione tra blocchi contrapposti e che replica la vecchia recita del primato nazionale e degli imperi, è oggi l’Europa che tiene in vita la possibilità di una storia nuova.

Il progetto di Unione Europea non è solamente l’unica strada perché il nostro continente rimanga luogo di autonomia e dignità e non diventi colonia e parco giochi delle nuove grandi potenze. Quel progetto è anche una straordinaria avventura di fantascienza politica capace di ricostruire il senso dell’economia, della democrazia, del rapporto tra persone e tecnologia e tra persone e ambiente, e dell’organizzazione stessa del mondo e delle vite di ciascuno di noi. È un progetto rivoluzionario di innovazione politica, l’ultimo in una lunga e ricca tradizione europea.

Ma perché sia nuovamente questo, e non il grigio teatrino cui troppo spesso ci ha ultimamente abituato la politica europea, dobbiamo recuperare urgentemente anche noi, e più di India o Cina, la capacità di immaginare e costruire il futuro.

Anche l’Europa ha il suo centenario: il 2057.

Cento anni dai Trattati di Roma, che nel 1957 hanno messo in moto il processo di unificazione europea.

Oggi ci stiamo finalmente rendendo conto che l’Europa deve essere più forte, più audace e più integrata per prosperare in un mondo multipolare privo della guida americana. Invece di reagire alle pressioni esterne in modo timido e caotico, dobbiamo chiarire chi siamo e come vogliamo cambiare noi stessi e il mondo.

Cosa è Europa 2057?

Europa2057 è un laboratorio di idee, è un progetto audiovisivo ed editoriale, è una rete di persone e di eventi, ed è una piattaforma aperta a tutti quanti vogliano riprendere il gusto della fantascienza politica e della trasformazione.

Il 25 marzo ci vediamo a Roma.