Our
Vision
L’Europa è il più ambizioso esperimento politico del nostro tempo.
In un mondo che marcia verso una nuova frammentazione e guerre di aggressione, l’Europa tiene in vita la possibilità di una storia nuova.
Il progetto di unione europea è l’unica strada perché il nostro continente diventi luogo di autonomia e dignità e una forza per la pace. È una straordinaria avventura di fantascienza politica capace di ricostruire il senso dell’economia, della democrazia, del rapporto tra persone e tecnologia e tra persone e ambiente, e dell’organizzazione stessa del mondo e delle vite di ciascuno di noi.
Perché tutto questo diventi realtà dobbiamo tornare a nutrire il desiderio e la forza di immaginare e costruire il futuro.
L’Europa è sempre stata un progetto visionario di trasformazione, ma negli ultimi anni quella visione si è offuscata.
L’India parla di “Developed India 2047”, promettendo che nel centenario dell’indipendenza il Paese sarà una civiltà prospera e più consapevole della propria forza.
La Cina guarda al 2049, centenario della Repubblica Popolare, con l’obiettivo della “grande rinascita cinese”: modernizzazione, primato tecnologico e centralità geopolitica.
Europa 2057 nasce per restituire chiarezza di obiettivi e una visione di lungo periodo. Vogliamo usare la data del centenario dei Trattati di Roma del 1957, che diedero avvio al processo di unificazione europea, come pietra miliare dell’agenda di trasformazione europea.
Europa 2057 è allo stesso tempo un laboratorio di idee e una piattaforma di azione: un progetto editoriale e audiovisivo, una rete di persone e di eventi, e una comunità per chiunque voglia riscoprire lo spirito dell’immaginazione radicale.
Our
Mission
Europa
2057
Aiuta a riportare in Europa una visione capace di trasformare il futuro.
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Francesca Bria
L’Europa sta perdendo la presa sul futuro — o, più precisamente, sui mezzi attraverso cui il futuro viene costruito. Stretta tra scenari concorrenti di trasformazione globale guidati dagli Stati Uniti e dalla Cina, finora non è riuscita a sviluppare una strategia audace e radicale per il proprio sviluppo tecnologico e digitale.
In questo saggio, Francesca Bria invoca una strategia ambiziosa e integrata per costruire l’infrastruttura digitale europea: l’ossatura industriale, comunicativa e materiale senza la quale la sovranità resta una parola vuota. Dalla messa in sicurezza delle materie prime critiche alla capacità di trattenere i migliori scienziati, dalla produzione di chip all’approvvigionamento energetico, l’Europa non potrà avere voce nel futuro se non riconquisterà sovranità su quella che è diventata la nostra ecologia dominante di pensiero e azione: lo Stack.
Francesca Bria è un’economista dell’innovazione che lavora all’intersezione tra tecnologia, geopolitica ed economia politica. Ha co-fondato la EuroStack Initiative ed è autrice principale dell’EuroStack Report, il blueprint per la sovranità digitale europea oggi sostenuto da una coalizione di oltre 250 aziende, dal Parlamento europeo e da Stati membri dell’Unione Europea. Il suo lavoro più recente sull’Authoritarian Stack analizza il modo in cui la concentrazione del potere tecnologico e del capitale ideologico stia privatizzando la sovranità e riconfigurando le istituzioni democratiche.
È honorary professor presso l’Institute for Innovation and Public Purpose dell’UCL e fellow della Stiftung Mercator di Berlino. Siede nel board dello European Innovation Council, presiede la New European Bauhaus Facility presso la Commissione Europea ed è presidente di ART-ER, l’Agenzia per l’Innovazione dell’Emilia-Romagna, dove guida la strategia Apply AI. È inoltre membro dell’International AI Council convocato dal Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez.
Playlist
Video
In questi dialoghi/interviste i nostri ospiti raccontano la loro idea di Europa, attraverso la lettura della situazione presente per immaginare il futuro del continente europeo e le azioni necessarie per completare davvero il processo di unificazione europea
Our
Podcast
Nella nostra serie podcast ci confrontiamo con filosofi, pensatori, scrittori, politici partendo da una domanda semplice ma necessaria: cosa vogliamo che l’Europa sia per il suo centenario nel 2057?